Dopo le dimissioni del presidente FIGC Gabriele Gravina, arriva un altro importante cambiamento all’interno della Nazionale italiana: anche Gianluigi Buffon ha deciso di lasciare il proprio incarico di capo delegazione.
L’ex portiere azzurro, in carica dal 2023, aveva assunto un ruolo centrale all’interno del progetto federale, fungendo da collegamento tra squadra, staff tecnico e struttura organizzativa della Nazionale.
Una scelta legata ai risultati
La decisione di Buffon si inserisce nel contesto della recente eliminazione ai playoff mondiali, un risultato che ha avuto un impatto profondo sull’intero sistema azzurro.
Dopo il mancato raggiungimento dell’obiettivo qualificazione, si è così aperta una fase di cambiamento che ha coinvolto non solo la governance federale, ma anche l’area tecnica e dirigenziale della Nazionale.
Un ruolo chiave nel progetto azzurro
Nel suo incarico, Buffon aveva il compito di rafforzare il collegamento tra le varie componenti del calcio italiano, contribuendo al progetto di rilancio della Nazionale anche in ottica futura.
La sua figura rappresentava un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio e della struttura federale, grazie all’esperienza maturata nel corso della sua carriera.
Attesa anche per la posizione di Gattuso
Parallelamente, resta da chiarire anche la posizione del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Dopo la delusione per la mancata qualificazione, sono attese valutazioni ufficiali da parte della Federazione nelle prossime ore.
Al momento non sono ancora arrivate comunicazioni definitive, ma il futuro della panchina azzurra appare strettamente legato al nuovo assetto federale che prenderà forma nelle prossime settimane.
Scenario in evoluzione
L’addio di Buffon si inserisce in un più ampio processo di ridefinizione dell’organizzazione della Nazionale, con ulteriori decisioni attese a breve.
Si apre quindi una nuova fase anche per la struttura azzurra, chiamata a ripartire con nuovi equilibri dopo l’ennesima delusione a livello internazionale.
