EDITORIALE – Il futuro della panchina azzurra potrebbe tingersi nuovamente dei colori di Antonio Conte. L’allenatore salentino, attualmente legato al Napoli, starebbe seriamente valutando la possibilità di riallacciare il discorso con la Nazionale, interrotto nel 2016 dopo l’entusiasmante biennio culminato con l’Europeo in Francia. La Figc, dal canto suo, riconosce in lui l’unico profilo capace di ricostruire dalle fondamenta un gruppo che necessita di carisma e disciplina ferrea.
Il nodo De Laurentiis e la clausola Nazionale
L’elemento di novità principale risiede nell’atteggiamento di Aurelio De Laurentiis. A differenza della rigidità mostrata nel “caso Spalletti”, il presidente del Napoli non si opporrebbe a una separazione consensuale qualora la destinazione fosse la Nazionale. Le indiscrezioni suggeriscono che nel contratto di Conte potrebbe esserci una flessibilità maggiore per incarichi di rappresentanza federale, permettendo al club di risparmiare un ingaggio oneroso e al tecnico di seguire la sua ambizione azzurra.
Motivazioni tattiche e gerarchie
Perché Conte e non altri? La Federazione cerca un “selezionatore-allenatore” capace di imporre subito un’identità chiara, probabilmente basata sulla difesa a tre, marchio di fabbrica del tecnico.
• Roberto Mancini: appare ormai fuori dai giochi. I dubbi della Figc non riguardano solo il passato, ma anche la necessità di una figura che sia presente quotidianamente nel monitoraggio dei talenti di Serie A, ruolo che Mancini sembra aver smarrito negli ultimi anni.
• Il fattore ricostruzione: Conte è l’uomo delle “missioni impossibili”. Lo ha dimostrato alla Juventus, al Chelsea e nella sua prima parentesi azzurra, trasformando rose meno dotate tecnicamente in macchine da guerra organizzate.
Chi sarebbe il nome giusto?
Il dibattito tra i tifosi e gli addetti ai lavori è aperto: serve un gestore o un sergente di ferro? Il nome di Conte mette d’accordo la maggioranza per la sua capacità di valorizzare i blocchi difensivi e dare un’anima a una squadra che, negli ultimi impegni internazionali, è apparsa spesso priva di mordente.
Fonte: Gazzetta dello Sport
